Su materna e V anno i vostri cinici tagli non passeranno

Dopo un anno e mezzo di progetti di scientifica demolizione dell’Istruzione Pubblica, i criminali della scuola Profumo e Rossi Doria, invece di dimettersi dopo il fallimento della proposta sull’aumento dell’orario di lavoro e della legge ex Aprea, hanno operato alacremente per lasciare in eredità al futuro Governo una serie di proposte di riforma dei cicli dell’istruzione che, come sempre, vanno nella direzione di un ulteriore svilimento della qualità della scuola e dei diritti di chi ci studia e ci lavora.

Con il solito linguaggio oscuro e maldestro che li caratterizza, i tecnocrati del Miur hanno proposto al Governo successivo due opzioni, entrambe compatibili con il nuovo dogma della riduzione del percorso scolastico a 18 anni: o l’anticipo dell’avvio della scuola elementare a cinque anni d’età oppure l’eliminazione del V anno nelle scuole superiori. A prescindere dal solito cinico tentativo di mettere in contrapposizione la scuola elementare con la materna e le secondarie, valutando su quale ciclo dell’istruzione operare il miliardo di tagli che hanno progettato di attuare, emerge nuovamente da questa proposta il disprezzo totale del Governo Monti e dei suoi tecnici nei confronti della qualità dell’istruzione, del ruolo emancipativo della scuola per le giovani generazioni e dell’indifferenza totale nei confronti di chi nella scuola ci lavora. Le reali ragioni per cui si vuole ridurre il percorso formativo sono evidenti: ridurre di un anno la formazione a carico dello Stato per le nuove generazioni, nella solita politica di tagli all’istruzione, ed anticipare di un anno l’età in cui lo studente si ritroverà lavoratore precario, costretto ad elemosinare un lavoro sempre più dequalificante e privo di diritti.

A lor signori non importa nulla dei disastrosi effetti pedagogici che scaturirebbero dall’anticipare l’avvio del ciclo elementare a cinque anni, né tanto meno può interessare l’abbassamento qualitativo di una scuola secondaria a quattro anni, la semplificazione e lo stravolgimento delle materie d’insegnamento, la riduzione nelle scuole secondarie di un quinto del personale, la semplificazione di un programma del triennio a due anni o del biennio a uno. Di fronte all’altare della produttività e della possibilità di utilizzare i giovani studenti un anno prima come precari, si sacrificano i migliori contenuti pedagogici rimasti nella scuola italiana, si costringono i docenti a rincorrere frettolosamente i programmi semplificati, si licenziano decine di migliaia di precari, svuotando di senso critico i processi di apprendimento delle varie discipline con effetti devastanti che si ripercuoteranno anche sulla formazione universitaria.

Come Coordinamento Precari Scuola Roma stiamo contribuendo a preparare la manifestazione del 2 febbraio con una piattaforma che va in netta controtendenza con queste astruse proposte e che si basa sulla rivendicazione del ritiro degli 8 miliardi di tagli operati dal Governo Berlusconi e perpetuati dalla spending review del Governo Monti, di conseguenza invitiamo i nostri colleghi, gli studenti e le forze politiche e sindacali che vi aderiranno a contrastare con forza questi perniciosi progetti elaborati da chi ha dimostrato di non avere alcuna credibilità nell’affrontare i problemi della scuola italiana.

Coordinamento Precari Scuola Roma

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