Invito e volantino dei Cobas Scuola per la manifestazione del 2 febbraio

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BASTA TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA !!!

Da oltre 20 anni tutti i governi hanno tagliato i finanziamenti alla scuola pubblica: solo negli ultimi tre anni 8,5 miliardi in meno e 150 mila posti di lavoro cancellati, mentre sono cresciuti i finanziamenti  pubblici alla scuola privata (nell’ultima legge di stabilità il contributo è aumentato di 227 milioni). L’immiserimento ha riguardato anche la qualità dell’istruzione: cancellazione dei programmi, valutazione con i quiz INVALSI,  tagli del tempo scuola, classi pollaio, aumento alunni per classe, espansione del precariato, dirigenti scolastici autoritari, arroganti e impuniti.

Scuola dell’Infanzia

Migliaia di iscrizioni alla scuola dell’Infanzia statale non soddisfatte: a Roma in molte scuole ci sono “liste di attesa” che superano i 200 bambini che, in mancanza di posti, sono costretti a iscriversi alle scuole private, spesso confessionali. Ore di compresenza ridotte al minimo anche se indispensabili per una gestione corretta di classi con 28 bambini dai 3 ai 6 anni. Mancanza di Collaboratori scolastici, affinché la vita dei bambini e delle classi si possa svolgere con serenità.

Scuola elementare Migliaia di domande di iscrizioni alle classi di Tempo Pieno non vengono soddisfatte, perché il numero d’insegnanti “concessi” in organico dal Ministero dell’Economia e Finanza non è sufficiente. Le classi a Tempo Pieno sono ridotte spesso ad uno “spezzatino di orari e materie” che degrada la didattica; ci sono classi con 6/7 maestre, ognuna con un pezzetto di materia da insegnare, derubate della loro responsabilità educativa. Classi a tempo normale o a Tempo Pieno che funzionano a tempo ridotto per la mancanza di insegnanti. Migliaia di bambini senza l’insegnamento dell’inglese o con un insegnamento abborracciato a causa della soppressione di 7.000 posti di insegnanti specializzati per la lingua inglese. Gli insegnanti di sostegno per i bambini portatori di handicap, assegnati grazie alle sentenze dei TAR che obbligano l’amministrazione a dare le ore di sostegno negate, si vedono assegnare  bambini “non gravi” in numero di 4 o 5 ciascuno. Continua l’affollamento degli alunni nelle classi, con il conseguente degrado della didattica e della sicurezza nelle aule. Cancellazione delle ore di “compresenza”, unica possibilità di svolgere lavori di gruppo, laboratori e l’insegnamento individuale per bambini con difficoltà di apprendimento

Scuola media Tolte le classi a tempo prolungato che consentivano un aiuto agli studenti e alle famiglie con difficoltà socio-economiche. Mancanza di supplenti, e quindi taglio alla didattica e del tempo scuola, con sempre più frequente divisione delle classi in gruppi di ragazzi” parcheggiati” in altre classi, interrompendo così anche la didattica nella classe ospitante. Incremento della parcellizzazione delle discipline e perdita della continuità didattica per saturare l’orario dei docenti in servizio.

Scuola superiore Negli Istituti Tecnici e professionali si è arrivati al taglio del 25% dell’orario scolastico settimanale cancellando attività ed esercitazioni di laboratorio ed allo stesso tempo ore di insegnamento di materie culturali e formative.I diplomi che una volta documentavano capacità già spendibili nel mondo del lavoro qualificato (periti industriali, odontotecnici, periti agricoli,ecc.) oggi sono ridotti a meri certificati neanche sufficienti a proseguire negli studi universitari. Nei licei la riduzione dell’orario cancella la sperimentazione e l’articolazione di scelte specifiche per studenti e scuole. Accesso alle università con costi sempre più alti, attraverso numeri chiusi, con esami a quiz sempre più nozionisti e acefali, offesa alla dignità dei giovani e alla funzione della scuola.

Rischi per l’immediato futuro

La ex legge Aprea (PdL), restaurata dal PD grazie alla Presidente della Commissione Istruzione e Cultura Ghizzoni, e approvata alla Camera, riprenderà il suo iter nella prossima legislatura. Essa privatizza le scuole attraverso l’autonomia statutaria, esito finale del processo iniziato da Berlinguer  nel 1999;  sottomette docenti, Ata e studenti alla catena di comando del MIUR e dei governi,  in scuole “caserme” gestite da presidi-padroni; riduce gli organi collegiali a meri organi consultivi infiltrati di interessi imprenditoriali; potenzia la scuola-quiz dell’INVALSI, riducendo l’insegnamento a mero “addestramento” e ridicolizzando la scuola pubblica; predispone il terreno per l’assunzione diretta degli insegnanti da parte dei presidi e per l’abolizione del valore legale dei titoli di studio.

Aumento del precariato: i 11.000 posti messi a concorso nemmeno coprono i pensionamenti del prossimo anno. Aumenterà il degrado della didattica e 100 mila posti restano vacanti, invece di essere coperti a tempo indeterminato dai docenti precari.

Aumento dei costi dell’università e taglio dei finanziamenti ad essa, mentre master e corsi specialisti sono sempre più costosi e inaccessibili, strumenti brutali di selezione di classe. I prestiti d’onore, che sostituiranno le borse di studio, segnano il trionfo della finanza, che terrà al guinzaglio sia gli studenti che i giovani lavoratori.

Ce ne è a sufficienza per pretendere un cambiamento totale della politica scolastica dei governi che in perfetta continuità si sono succeduti negli anni passati,immiserendo materialmente e culturalmente la scuola pubblica.

INVITIAMO  I  DOCENTI  E  GLI  ATA  ROMANI/E  A  PARTECIPARE  ALLA  MANIFESTAZIONE  INDETTA  DAL COORDINAMENTO  DELLE  SCUOLE  DI  ROMA

SABATO  2 febbraio (ore 14)

Corteo da P.za dell’Esquilino a P.za SS.Apostoli

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