I cittadini chiamati a creare il “Libro delle idee e delle necessità”

Il Coordinamento delle Scuole della provincia “La scuola è di tutti” e la Commissione cittadinanza attiva dell’Istituto “L. Einaudi” di Ferrara hanno partecipato il giorno 23/01/2013 ad una conferenza stampa, nel corso della quale hanno ribadito le ragioni per cui continuare la mobilitazione iniziata l’ottobre scorso e le motivazioni della stessa. Hanno inoltre presentato le seguenti iniziative: la creazione del “Libro delle idee e dei bisogni”, che si realizzerà con un banchetto in piazza il giorno 26 gennaio, anche in vista della manifestazione a Roma del 2 Febbraio in difesa dei beni comuni, l’adesione al Coordinamento Nazionale Scuola (Scuola pubblica: di tutti per tutti) e al Manifesto dei colleghi di Torino (http://www.insegnantiarrabbiati.it/). Erano presenti i giornalisti di Telestense (servizio trasmesso il giorno 23, tg delle ore 19,30), La Nuova Ferrara (articolo pubblicato sul quotidiano il 24. 01), Estense.com.

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23 gennaio 2013, 19: 42

Scuola, nasce il coordinamento degli insegnanti

I cittadini chiamati a firmare il ‘Libro delle idee e dei bisogni’

di Anja Rossi

Si è riunito oggi alle 15, presso il Centro Sociale La Resistenza, il neonato coordinamento “La scuola è di tutti”, che vede uniti i docenti di molte scuole pubbliche del ferrarese.

Gli insegnanti del coordinamento – circa una trentina – hanno deciso di continuare la lotta iniziata l’ottobre scorso con vari scioperi promossi in difesa della scuola e contro i tagli nel settore, stimati in 8 miliardi di euro in 3 anni, “non essendosi risolta né la questione dell’aziendalizzazione della scuola, né quella dell’aumento del 30% di lavoro a parità di stipendio”, come sostiene Girolamo De Michele del liceo Ariosto di Ferrara.

Come forma di protesta, gli insegnanti sono quindi passati ad attuare in questi mesi un blocco delle attività aggiuntive, ovvero di tutte quelle attività extracurricolari come le visite guidate, i viaggi d’istruzione, gli sportelli e le attività integrative, in quanto non previste dal loro contratto di lavoro. Durante la conferenza stampa, i docenti hanno voluto sottolineare la loro adesione al Coordinamento Nazionale Scuola di Roma e al Manifesto per la scuola pubblica come bene comune di Torino.

Molte sono state, in seguito, le questioni poste dal coordinamento. Infatti, oltre ad “una diretta richiesta di rifinanziamento della scuola pubblica statale e dell’assunzione dei docenti precari che abbiano lavorato per più di tre anni”, il gruppo di docenti chiede inoltre “il blocco dei progetti di aziendalizzazione della scuola pubblica, presenti nella legge Ghizzoni-Aprea-Puglisi”. Questi progetti prevedono proprio una sorta di privatizzazione della scuola pubblica “passando di fatto da dei consigli di istituto a dei consigli di amministrazione”, come afferma De Michele.

Viene, infine, posta luce anche sulle “continue violazioni delle norme di sicurezza nelle scuole, già presenti prima del sisma e ora fortemente intensificate”.

Dopo aver raccolto numerose firme a dicembre, il coordinamento ferrarese è pronto per scendere in piazza. L’iniziativa è programmata per sabato 26 gennaio in centro a Ferrara. Dalle 15 alle 18, all’apposito banchetto, ogni cittadino potrà lasciare un messaggio sul Libro delle idee e dei bisogni, un quaderno bianco che si riempirà di bisogni e di proposte per un futuro migliore, “anche in vista della manifestazione del 2 febbraio a Roma”, come aggiunge Amelia Marchi dell’Istituto Einaudi.

Oltre ai docenti di tutte le scuole della provincia di Ferrara, hanno aderito rappresentanti di lavoratori con contratti atipici e della Sanità; sono stati invitate molte associazioni, come Legambiente, Fai, Lipu, WWF, Terraviva, Ferrara Terra e Acqua, Associazione guide turistiche, Italia Nostra e i lavoratori del petrolchimico. Infatti, “questa iniziativa – precisa Giuliana Amarandi del liceo Carducci – vuole riguardare non solo la scuola, ma vuole estendesi al concetto più ampio di “bene comune”. L’obiettivo è dimostrare che la scuola, come tutti gli altri servizi pubblici, può tornare ad essere considerata un bene comune, un modello di eticità che vada oltre le volontà politiche del momento”.

La raccolta di pensieri verrà poi recapitata nelle sedi dei partiti che, dopo le elezioni, avranno responsabilità di governo per la prossima legislatura.

Link: http://www.estense.com/?p=272600

Un arrivederci al giorno 2 febbraio a Roma.

Il coordinamento “La scuola è di tutti”;

La Commissione cittadinanza attiva “L. Einaudi”.

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