Cagliari: Un libro per un minuto (28 dicembre 2012)

di Paola Frau
UN LIBRO PER UN MINUTOSiamo arrivati intorno alle nove, tempo un’ora e la nostra postazione era pronta. Abbiamo iniziato a fermare i passanti, molti dei quali temendo fossimo venditori di qualcosa, tiravano avanti accelerando il passo. Così nel presentarci abbiamo iniziato a dire: ” sono un’insegnante e non vendo nulla, se mi dedica un minuto di attenzione, le regalo un libro”. Tutto è andato bene direi, tante le persone che ci hanno ascoltato augurandoci buona fortuna; diversi hanno chiesto come avrebbero potuto aiutarci, stupiti che non chiedessimo contributi in denaro ma sola attenzione.
C’è stata grande partecipazione di colleghi volontari che hanno coperto i turni previsti durante la giornata .
DSC_4477_ottLo scopo era di fare qualcosa che desse visibilità al movimento, attraverso un’iniziativa che, seguendo il filo conduttore affermato il 25 Novembre scorso con la correzione dei compiti sulle gradinate di Bonaria, potesse sensibilizzare la pubblica opinione sul tema dei tagli alla scuola pubblica e sul tentativo di introduzione di criteri  tipici del settore privato anche nella pubblica istruzione .
Da questo punto di vista certamente il risultato è stato positivo. La gran parte delle persone fermate sotto i portici di via Roma, ha ascoltato con interesse, ha condiviso le nostre parole e le proposte in difesa della scuola della Costituzione. Non sono mancati casi di rifiuto del fatidico minuto di attenzione in cambio di un libro,alcuni dovuti alla  fretta,  in pochi  casi con risposte cariche di fastidio . Nessun problema, credo che facesse parte del gioco, perciò abbiamo comunque continuato il nostro lavoro.
I momenti più intensi naturalmente si sono avuti a metà mattina e nel pomeriggio inoltrato .
I portici di via Roma davanti alla Rinascente sono stati un’ottima posizione per il gran numero di passaggi, e  anche per gli aspetti organizzativi .
DSC_4448_ottE’ stata un’ottima idea di Giorgio, che ha preso forma con l’apprezzamento di molti colleghi, e che ha incontrato la sensibilità della gente. L’aspetto più rilevante la meraviglia di molti passanti nel ricevere in dono un libro, e quest’aspetto a mio parere servirà a far ricordare chi siamo e cosa vogliamo comunicare. Il dono, in effetti, può rappresentare il nostro stesso lavoro, poiché abbiamo spesso provveduto a coprire le carenze dello Stato anche con i nostri mezzi personali; il dono è generosità di un lavoro non rispettato come dovrebbe dai Governi , a volte sottovalutato da noi stessi , ma con un ruolo determinante nella società . Il dono è stato il nostro modo per dire che l’istruzione e la cultura sono beni di tutti e non dovrebbero mai essere misurati in base a un rendimento monetario .
Voglio chiudere raccontando una brevissima discussione avuta con due passanti; si trattava di due operatori della sanità. Uno di loro ha esordito dicendo : io vorrei che i professori venissero pagati il doppio , però vorrei che fossero “esaminati” periodicamente per verificare che siano idonei al loro lavoro e che siano bravi insegnanti “ . La mia risposta: lei che lavoro fa?  il medico ? bene anche tra i medici ci saranno i bravi medici e i cattivi medici , dunque anche i medici periodicamente dovrebbero essere esaminati , a maggior ragione poiché hanno la salute e la  vita altrui tra le mani .
E un impiegato ugualmente periodicamente dovrebbe dimostrare di essere idoneo a svolgere quel lavoro, di essere al passo con i tempi.
Il problema vero è un altro: che interesse ha il Governo verso un bene reso alla collettività, come il servizio scolastico e quello sanitario?  ricordando che salute e istruzione sono beni comuni).
Se non c’è interesse perché si parte dal presupposto che scuola e sanità costino troppo e che si debbano operare tagli indiscriminati alla spesa, non ha senso parlarne, perché qualsiasi meccanismo anche ben calibrato e condiviso per la verifica del come si svolge quel lavoro, sarebbe iniquo e inefficace.
Il nostro lavoro non è quello  di un impiegato e neanche quello di un medico , è il lavoro che aiuta a formare quell’impiegato e quel medico , come tutte le altre attività possibili, perché noi lavoriamo con i giovani per formare i cittadini consapevoli e liberi , capaci di critica e di apertura mentale ,di agire e pensare nella legalità .  in grado di comunicare nei diversi modi possibili.

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